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Difendere il diritto all’indipendenza.

con 4 commenti

Le nuove generazioni straniere si trovano sempre più frequentemente in conflitto con la famiglia di origine per essere troppo occidentalizzate. Padri, e persino madri che non reggono l’impatto con i codici di un’altra civiltà, che sentono forte il disagio verso quelle figlie che sognano l’indipendenza, e che non riescono a sopportare il giudizio della comunità, per i quali il rispetto del codice tradizionale e la paura per quel che pensa il vicino valgono molto di più della felicità, se non della vita, delle figlie. E così preferiscono buttarle giovanissime nelle braccia di un nuovo padrone, il marito, per piegarle, scaricarsi della responsabilità e liberarsi dalla fatica del confronto e del dialogo.
Un modello culturale arcaico, risbattuto in faccia all’Occidente dalle nuove etnie pachistane, indiane, egiziane, marocchine che ripopolano i nostri Paesi.

Fotoframma dal film "Persepolis" di Marjane Satrapi

Fotoframma dal film "Persepolis" di Marjane Satrapi

«Viviamo con il cervello a metà. Una parte nel Paese della nostra famiglia. Una parte con i nostri amici. Che ci dicono di restare qui, di inserirci in questa società»
Almas, la diciassettenne pachistana rapita dal padre perché troppo attirata dalla vita occidentale, è salva, e sfuggirà a un matrimonio combinato con qualche sconosciuto della sua stessa etnia, contro la sua volontà.
Ma quante altre giovani straniere «troppo occidentalizzate» riusciranno a farla franca da un padre padrone?
Anche nel nostro paese non tanto tempo fa si combinavano i matrimoni ma per fortuna oggi abbiamo raggiunto il diritto all’indipendenza. L’amore per un figlio non dovrebbe essere così miope. Il diritto all’indipendenza è il più grande atto d’amore che noi occidentali possiamo insegnare.

 

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Scritto da Post per Amore

January 20th, 2010 at 5:45 pm

4 risposte to 'Difendere il diritto all’indipendenza.'

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  1. Tutto scorre così rapidamente e spesso non ci rendiamo conto che certe realtà sono ancora molto radicate.
    Ovviamente sempre e solo a discapito delle donne.
    Ieri sera rabbrividivo seguendo un servizio in Tv nel programma le Jene: In Bangladesh uomini respinti e “Innamorati” sfregiano donne indifese versando acido sui loro bellissimi volti..Agghiacciante! E’ un altro
    esempio, ma anche in questo caso mi chiedo quanto possano valeri i diritti delle donne in certi contesti, com’è possibile che accadano ancora cose così terribili? Una delle vittime intervistate aveva la mia età, ma lei purtroppo una vita normale non potrà più averla.

    Letizia

    21 Jan 10 alle 12:09

  2. Senza andare tanto lontano, porto la testimonianza diretta di un padre-padrone, dal quale io e mia sorella siamo riusciti a scappare. La Sicilia non è poi così lontana da una grande città come Milano, vi assicuro però che ancora tante ragazze sono costrette a sposarsi pur non essendo innamorate per sfuggire a realtà domestiche violente e mortificanti. Ricordate quella ragazza siciliana rimasta vittima di suo fratello, solo perchè decisa a separarsi dal marito? Beh, fu ammazzata perchè disonorava la famiglia.

    Cataldo

    21 Jan 10 alle 12:22

  3. Non voglio difendere queste famiglie ottuse e in alcuni casi accecate dall’odio ma obbiettivamente non hanno tutti i torti!
    Mettiamoci nei loro panni… questi arrivano in Italia per lavorare, non credo che cerchino la donna italiana, anzi spesso le famiglie sono già formate quindi vivono stretti nella loro comunità (per non dire religione)… poi arriva il bello, i figli crescono e inevitabilemente si trovano in casa dei piccoli occidentali che guardano il grande fratello, vanno nei centri commerciali, e prima o poi si innamorano di un ragazzo o di una ragazza italiana.
    A questo punto tutti i loro sforzi per mantenere la famiglia con le abitudini e le tradizioni vanno in fumo. Ma il problema c’è da parecchi anni (vedi l’inghilterra)… credo che l’unico modo per difendere il diritto all’indipendenza sia quello di integrare i genitori, per avere amore bisogna dare amore. Solo così i figli si sentiranno italiani e potranno incontrare ed amare liberamente.

    Lupo-59

    22 Jan 10 alle 12:11

  4. Il problema di fondo è un’altro. Per lavoro sono già diversi anni che viaggio in tutto il mondo e non sono delle toccate e fughe ma rimango nello stesso posto molto tempo e ho una notevole esperienza dei paesi mussulmani, sia africani che asiatici, in tutti ho trovato la stessa mentalità, più o meno estremizzata, secondo la quale tu, in ogni caso sei un ospite, e come tale ti devi conportare, con rispetto e ossequio delle abitudini e dei costumi del luogo, uscire da questi binari è molto pericoloso. Da noi invece, appena arrivano, vogliono portare le loro abitudini e costumi e vivere secondo quei dettami, anche se sono completamente in antitesi con i nostri trasformando noi italiani da padroni di casa a inquilini a malapena accettati e sopportati e appena abbiamo l’ardire di ribellarci siamo accusati di essere dei razzisti della peggiore spece…….
    Ormai non siamo più razzisti SIAMO RAZZIATI !!!!!

    edo

    16 Jul 10 alle 17:41

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