Post per Amore

Archivio del February, 2010

L’arte di amare

senza commenti

Edizione originale "The Art of Loving"

“È l’amore un’arte?” da L’arte di amare

di Erich Fromm

È l’amore un arte? Allora richiede sforzo e saggezza.
Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è questione di fortuna? Questo volumetto contempla la prima ipotesi, mentre è fuor di dubbio che oggi si crede alla seconda.
La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in material d’amore.
Questo atteggiamento si basa su parecchie premesse: la maggior parte della gente ritiene che amore significji “essere amati”, anzichè amare; di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili, e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade.
Una, preferita soprattutto dagli uomini, consiste nell’avere successo, nell’essere ricchi e potenti quanto lo possa permettere il livello della loro posizione sociale. Un’altra, seguita particolarmente dale donne, è di rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire, ecc. Una terza via seguita da uomini e donne, è di acquisire modi affabili, di tenere conversazioni interessanti, di essere utili, modesti, inoffensive. Molti dei modi per essere amabili sono gli stessi impiegati per raggiungere il successo, per “conquistare gli amici” e la gente importante. Come dato di fatto, quel che la gente intende per “essere amabili”, è essenzialmente un insieme di qualità.
Una seconda premessa per sostenere la teoria che nulla v’è da imparare in materia d’amore, è la supposizione che il problema dell’amore sia il problema di un oggetto, e non il problema di una facoltà. La gente ritiene che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal quale essere amati, sia difficile. Un atteggiamento questo determinato da molte ragioni, legate allo sviluppo della società moderna. Una di queste è il grande cambiamento avvenuto nel ventesimo secolo riguardo alla scelta dell’oggetto del proprio amore. Nell’epoca vittoriana, come in molte epoche tradizionaliste, l’amore non era un’esperienza personale che potesse condurre al matrimonio. Al contrario, il matrimonio veniva contratto per convenienza, o dale rispettive famiglie, o da intermediari; veniva concluso sulla base di considerazioni sociali, ed era opinione commune che il sentimento sarebbe nato in seguito. Nelle ultime generazioni, il concetto dell’amore romantico si è diffuso nel mondo occidentale. Negli Stati Uniti, sebbene considerazioni di natura convenzionale non siano del tutto assenti, la maggior parte della gente è alla ricerca dell’”amore romantico”, dell’esperienza personale d’amore che dovrebbe condurre al matrimonio. Questo nuovo concetto di libertà in amore deve avere largamente contribuito ad aumentare l’imortanza dell’oggetto contro l’importanza della funzione.
Strettamente legata a questo fattore è un’altra caratteristica della civiltà contemporanea, basata sul desiderio di comperare, sull’idea di uno scambio proficuo. La felicità dell’uomo moderno consiste nell’emozione di guardare vetrine di negozi, di acquistare tutto ciò che può permettersi sia in contanti che a rate. Egli (o ella) guarda la gente nello stesso modo. Per un uomo, una ragazza attraente, e per una donna, un uomo attraente, sono gli oggetti della loro ricerca. “Attrattiva” generalmente significa un simpatico complesso di qualità desiderabili. Ma ciò che in particolare rende attraente una persona, tanto fisicamente che mentalmente, dipende dalla moda del tempo. Durante gli “anni venti”, una ragazza che bevesse e fumasse, cinica e dotata di sex appeal, era considerate attraente; oggi la moda richiede maggior semplicità e modestia. Alla fine del diciannovesimo secolo, e all’inizio del ventesimo, un uomo doveva essere aggressivo e ambizioso; oggi deve essere socievole e tollerante.
A ogni modo, il senso della parola “innamorarsi” si sviluppa solo tenendo conto di queste qualità pratiche in quanto sono alla portata della propria capacità di scambio. Io sono alla ricerca di un oggetto; l’oggetto potrebbe essere desiderabile dal punto di vista del suo valore sociale, e nello stesso tempo potrebbe volere me, considerando le mie caratteristiche interiori ed esteriori.
A questo modo due persone si innamorano, certe di aver trovato sul mercato l’oggetto migliore e più conveniente, considerando I limiti dei loro valori di scambio. Spesso come nella compravendita, le possibilità nascoste che possono essere sviluppate svolgono un ruolo considerevole in questo contratto. In una civiltà in cui prevalgono gli orientamenti commerciali e in cui il successo materiale è il valore predominante, c’è poco da sorprendesi se i rapporti d’amore seguono lo stesso modello di “scambio” che regola la vita pratica.
Il terzo errore che porta alla convinzione che non vi sia nulla da imparare in materia d’amore, è la confusione tra l’esperienza iniziale d’innamorarsi e lo stato permanente di essere innamorati. Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita. È ancora più meravigliosa e miracolosa per chi è vissuto solo, isolato, senza affetti. Il miracolo di questa intimità improvvisa è spesso facilitato se coincide, o se inizia, con l’attrazione sessuale. Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore non duraturo. Via via che due soggetti diventano ben affiatati, la loro intimità perde sempre più il suo carattere miracoloso, finchè il loro antagonismo, I loro screzi, la reciproca sopportazione uccidono ciò che resta dell’eccitamento iniziale. Eppure, all’inizio, essi non lo sanno; scambiano l’intensità dell’infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell’intensità del loro sentimento, mentre potrebbe solo provare l’intensità della loro solitudine.
Questo atteggiamento – che niente è più facile che amare – ha continuato ad essere il concetto prevalente sull’amore, ad onta dell’enorme evidenza del contrario. Non vi è impresa o attività che sia iniziata con simili speranze e illusioni, che tuttavia cada così regolarmente, come l’amore. Se ciò avvenisse per qualsiasi altra attività si sarebbe impazienti di conoscere le ragioni del fallimento, o d’imparare a comportarsi meglio, oppure si abbandonerebbe quell’attività. Ma l’ultima ipotesi è improbabile, in material d’amore; soltanto un mezzo sembra esista per evitare il fallimento del proprio amore: esaminare le ragioni e studiare il significato della parola “amore”.
Il primo passo è di convincersi che l’amore è un’arte così come la vita è un’arte: se vogliamo sapere come amare dobbiamo proceder allo stesso modo come se volessimo imparare qualsiasi altra arte, come la musica, la pittura, oppure la medicina o l’ingegneria.
Quali sono I passi necessary per imparare un’arte? Possiamo dividerene il processo in due parti: teoria e pratica.
Per l’arte della medicina, prima devo conoscere il corpo umano e la patologia. In possesso di questa conoscenza teorica, posso diventare un maestro solo dopo una grande pratica, finchè I risultati della mia scienza e I risultati della pratica non siano fusi in uno: il mio intuito, l’essenza della padronanza di qualsiasi arte. Ma, oltre a conoscere teoria e pratica, c’è un terzo fattore necessario per diventare maestro in qualsiasi arte: non deve esserci al mondo nient’altro di più importante. Questo vale per la musica, per la medicina, per l’amore. E forse, qui sta la risposta alla domanda perchè la nostra civiltà cerca così raramente d’imparare quest’arte, ad onta dei suoi fallimenti; nonostante la ricerca disperata d’amore, tutto il resto viene considerato più importante: successo, prestigio, denaro, potere; quasi ogni nostra energia è usata per raggiungere questi scopi, e quasi nessuna per conoscere l’arte dell’amore.
Può darsi che solo queste cose siano considerate degne di essere apprese da chiunque voglia guadagnare denaro e prestigio, e che l’amore giovi “solo” all’anima e sia un lusso, richiedendo spreco di energia. Comunque sia, quell che segue tratterà l’arte dell’amore: prima discuterò la teoria, ed è la maggir parte del libro, e secondariamente la pratica, per quel poco che può essere detto riguardo tale pratica, come in qualsiasi altro campo.

Fonte: “L’arte di amare” di Erich Fromm, traduzione di Marilena Damiani, Milano, Il saggiatore, 1981

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Scritto da Postperamore2

February 25th, 2010 alle 9:34 am

Amore ardente

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Quando la vedeva,
quello Stecco di ragazzo
s’accendeva: – sei focosa
come un fiammifero -
pensava.

Amore ardente

- Che bel falò

potremmo fare insieme -

sussurrava.

Amore ardente 2

Fonte: “Morte malinconica del bambino Ostrica e altre storie” di Tim Burton. Traduzione di Nico Orengo

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Scritto da Post per Amore

February 24th, 2010 alle 7:43 pm

Posted in poesia

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Marcia nuziale

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mar_mortoMar Morto è un romanzo “baiano”, scritto nel 1936 da Jorge Amado.
È una storia d’amore, di gente di mare. Guma il maestro di saveiros, Livia, Esmeralda, il vecchio Francisco, Rosa Palmeirao, e tanti altri personaggi tutti “antichi” e “onesti”, con passioni travolgenti e altrettanto travolgenti sensi di colpa. Ma tutti comunque e sempre, legati da una solidarietà di corpo, di spirito, più che di ideologie costruite a tavolino.
Qui ho voluto proporre un brano “Marcia nuziale” che si trova a metà dell’opera. Inoltre trovo molto bella la prefazione scritta dallo stesso Jorge Amado, eccola:

…Ora io voglio raccontare le storie della riva del porto di Bahia. I vecchi marinai che rammendano le vele, i mastri di saveiros, i neri tatuati, i vagabondi, conoscono queste storie e queste canzoni, Io le ho ascoltate nelle notti di luna allo scalo del mercato, nelle fiere, nei piccoli porti del golfo, accanto alle enormi navi svedesi nei ponti di Ilhéus. Il popolo di Iemanjà ha molto da raccontare.
Venite ad ascoltare queste storie e queste canzoni. Venite a sentire la storia di Guma e di Livia che è la storia della vita e dell’amore nel mare. E se non vi parrà bella, la colpa non è degli uomini rudi che la narrano. È che l’avete ascoltata dalla bocca di un uomo della terra e, difficilmente, un uomo della terra comprende il cuore dei marinai. Anche quando ama queste storie e queste canzoni e va alle feste di donna Janaina, anche così lui non conosce tutti i segreti del mare. Perchè il mare è mistero che neppure i vecchi marinai riescono a comprendere.

“Marcia nuziale” da Mar Morto

di Jorge Amado

Gli zii dissero che  avrebbero fatto un macello, che sarebbe successa una disgrazia, una cosa grossa. Guma aveva lasciato Livia con la suocera Jacques ed era tornato a Bahia. Rodolfo, che, come il suo solito, s’era fatto vivo all’improvviso, calmava gli zii, impediva loro di avvertire la polizia. Guma lo incontrò subito nel porto. Rodolfo si sforzava di fare una faccia feroce. Non vi riuscì. Abbracciò Guma e lo avvertì:
“Io voglio veramente bene a mia sorella. Tu sai che io sono un tipo raccomandabile, ma desidero che lei sia felice…”
Guma rispose:
“La voglio sposare. Se ho fatto così è colpa solo dei vecchi che non volevano…”
Rodolfo rise:
“Lo so, sì. Con loro sto mettendo tutto a posto io. Hai soldi per fare le carte?”
Guma mise Rodolfo a parte di tutto, gli disse che il matrimonio avrebbe avuto luogo di lì a dodici giorni nella chiesa di Monte Serrat e dal giudice di pace. Chi si dannò l’anima per la rabbia, invece, fu il vecchio Francisco. Lui aveva sempre sostenuto che un marinaio non deve sposarsi. Una donna è buona solo ad angustiare la loro vita. Ma non disse nulla, Guma era un uomo e non sarebbe certo stato lui a mettersi nella sua vita. Ma che gli sembrasse fatto bene, che l’approvasse, no, questo no. Proprio ora che la vita era tanto difficile e le tabelle di trasporto per i saveiros e le barche così basse… Avvisò Gum ache si sarebbe cercato un’altra casa:
“Vado a cercarmi un attracco, qua, da una qualche parte…”
“Ma non fare lo scemo… Il posto dove tu vai è proprio qui.”
“Tua moglie forse non ne avrebbe piacere…”
“Mi stai trattando come un coglione. In casa tua chi comandava, tu o la zia?”
Il vecchio Francisco brontolò qualcosa. Guma continuò:
“Vedrai che ti piacerà. È proprio bella.”
Il vecchio Francisco continuò a rammendar vele. Parlava del suo matrimonio:
“Fu una festa da destar meraviglia. Venne gente da tutte le parti per mangiare la pescata di quel giorno. Persino tuo padre, che era uno scvezzacollo di cui non si sapeva mai niente, apparve. Soltanto il funerale di lei è stato più grandioso.”
Rimase pensieroso, l’ago con cui rammendava la vela, fermo nella mano.
Guma sapeva che era così, che il vecchio Francisco aveva ragione. Sua zia era morta di gioia quando in una notte di tempesta il vecchio Francisco ce l’aveva fatta a tornare. Era morta di gioia, ma quasi tutte morivano di tristezza perchè i mariti non tornavano più.
Per questo il dottor Rodrigo lo aveva guardato meravigliato quando era andato a invitarlo alle nozze. Guma sapeva bene a cosa stesse pensando il dottor Rodrigo mentre lo fissava. Certo ricordava il giorno in cui Traira era morto: se n’era andato su una nave o su una nuvola chiamando in pieno delirio le figlie. Raquel ebbe una bambola, sì. Ma non dalla mano del padre, non al ritorno da uno dei suoi viaggi. Guma si ricordava e si ricordava anche di altro. Loro rimanevano nel mare, ci restavano in una lite, se ne andavano verso le terre dell’infinito. Come può una donna vivere nel porto senza marito? Alcune lavano biancheria per le famiglie della città alta, altre si prostituiscono e bevono al Faro delle Stelle. Sono tristi le une e le altre, tristi le lavandaie che piangono, tristi le prostitute che ridono tra bicchieri e canzoni. Il dottor Rodrigo stese la mano e sorrise:
“Sarò là per darti il mio abbraccio…” ma la sua voce non aveva entusiasmo, usciva senza allegria. Pensava a Traira, agli altri anche che erano passati per il suo consultorio.
Soltanto dona Dulce sorrise con allegria ed entusiasmo:
“So che la vita sarà ancora più difficile per voi. Ma tu le vuoi bene, no? Fai bene a sposarti. Non può essere sempre così, per tutta la vita. A volte penso, Guma…” e c’era una speranza infantile nella sua voce. Lei aspettava un miracolo, Guma lo sapeva, lo sapevano tutti nel porto. E l’amavano, amavano il suo volto rinsecchito, con gli occhiali, il suo corpo magro e invecchiato. E le affidavano i loro ragazzi per cinque o sei mesi. Lei cercava ansiosamente la parola che avrebbe dovuto insegnar loro, la parola che attuasse il miracolo.
Strinse le mani di Guma, chiese:
“Portamela qui, a farmela conoscere…”
Il “dottor” Filadélfio si mise le dita nel colletto sudicio e rise con la sua risata sottile:
“Andiamo a bere un goccio per commemorare…”
Si ricordò:
“Se ci avessi messo “scrigno” non avresti aspettato tanto…”
Bevve al Faro delle Stelle alla salute di Guma e della sua “futura”. Bevve tutto il bar. Molti erano sposati, altri erano sul punto di esserlo. Ma una gran parte non aveva il coraggio di savrificare una donna alla loro vita.

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Scritto da Post per Amore

February 23rd, 2010 alle 11:57 am

Love Bugs – Gatti diamoci una mossa

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Che bello quando c’è intesa di coppia… Mah si lasciamoci andare con gli istinti animali.

 

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Scritto da Postperamore2

February 11th, 2010 alle 2:54 pm

Sul sesso si sa’ tutto, ma sui sentimenti?

con 2 commenti

IsexYou

“I ragazzi, informatissimi sugli atti sessuali, restano di una sprovvedutezza infantile sul piano dei sentimenti come l’innamoramento, l’amore, la gelosia, il tradimento, le sofferenze dell’animo. Dunque, a scuola, noi dobbiamo dare nozioni ancora più precise sulla biologia del sesso, la fecondazione, la gravidanza, e istruzioni igieniche per la profilassi delle malattie veneree.
Ma il vero problema sta diventando un altro.
Si è creato un grande vuoto che riguarda i sentimenti ed i valori.
Come l’amicizia, l’invidia, la gratitudine, il rispetto, la forza d’animo, il coraggio, la giustizia, la rettitudine, la generosità, il sacrificio.”

Siamo d’accordo con le parole di Alberoni oggi c’è bisogno di una educazione più aperta, più vicina alla realtà che ci viene mostrata dai nuovi media senza censura. Il mondo con le nuove tecnologie digitali stà cambiando radicalmente gli aspetti sociali e le relazioni di coppia. Il fatto sicuramente positivo è che abbiamo a disposizione milioni di informazioni e possiamo imparare cose che nemmeno lontanamente potevamo immaginarci pochi decenni fa’. Ma dobbiamo aiutare i nostri figli a capire cosa è vero da cosa è falso. Se a casa non si parla di questo, vuoi per ignoranza o per pigrizia o per mille altri motivi… chi deve farlo?

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Scritto da Post per Amore

February 5th, 2010 alle 1:20 pm

MpConsulenze: il modo giusto di fare amicizia e conoscere persone interessanti.

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