Post per Amore

Provaci ancora, Sam

con un commento

“Provaci ancora, Sam” è una frase “storica”. La dice Humphrey Bogart al fido pianista Sam nel Rick’s Bar di Casablanca, anno 1942, invitandolo a suonare ancora una volta la sua canzone del cuore, quella che gli ricorda il passato amore con la deliziosa Ingrid Bergman, “Il tempo passa e va”. Film e frase sono ormai, come dicono gli americani, “oggetto di culto”. E’ evidente che Woody Allen, sfigato e bruttino, complessatissimo intellettuale newyorkese, che vorrebbe avere con le donne il successo di Bogart e essere un duro come lui, ne fa uso ironico e autoironico. Scritta nel 1969 questa commedia rimane una delle più riuscite di Woody Allen. Senza di lui non sarebbero esistiti, per esempio, né Villaggio, né Benigni o Troisi.

…alcune parti della la commedia:

ALLAN: Son contento, sapete, che siate venuti voi due.
Mi sento già un tantino meglio.
DICK: Senti, Allan. Linda e io a cena fuori, stasera. Invitiamo un’altra ragazza, e si va tutti e quattro, così.
ALLAN: Oh, no, non mi pare il caso.
DICK: Su, via, devi pure uscire fuori dal guscio.
ALLAN: Da due anni non guardo un’altra donna. Sono giù d’allenamento. Anche quando ero in allenamento non ero mica allenato.
DICK: Su, dai, Allan. Hai investito i tuoi sentimenti su un titolo azionario in ribasso. Capita, in Borsa. Il titolo è sceso, è sceso, finché è uscito del tutto dal listino. Che si fa in questi casi? Si reinveste. Magari su azioni pù salde… su un titolo che offre prospettive di crescita a medio e lungo termine.
ALLAN: Senti, fissami un appuntamento con un agente di Borsa, allora.

Scena seconda

La stessa sera verso le otto. ALLAN esce dalla camera da letto, con la cravatta al collo, e va allo specchio sopra il mobile-bar. È una miscela di eccitazione, ansia e sensi di colpa. Cerca di sistemarsi i capelli.

ALLAN: Non riesco a farli star buoni, ‘sti dannati capelli. L’aria umida è un macello. Non sono poi brutto, via! Il mento è un po’ debole, ma… che diamine!… non dovrebbe restare delusa. Cos’è che s’aspetta? Rock Hudson? Io sono un tipo normalmente passabile… magari un tantino al di sotto della norma. Vorrei che mi avesse già visto… Detesto gli appuntamenti alla cieca, il momento in cui lei posa gli occhi su di me per la prima volta. E se, come mi vede si mettesse a strillare oppure a ridere? Ma dì, vuoi rilassarti! Quando mai una ragazza ha reagito a urli e sghignazzi? Una volta. Quella studentessa del Brooklyn College… viene aprire la porta… mi vede sviene. Però era indeboliota dalle diete. Che diamine . Bogart era basso… e mica la faceva tanto lunga!
BOGART: (comparendo sotto l’arcata) Stai partendo col piede sbagliato, ragazzo.
ALLAN: Una falsa partena, vuoi dire?
BOGART: Sicuro. Ecco, lasci che lei prenda il sopravvento prima ancora che la partita cominci. Cos’è quella roba che ti sei dato in faccia?
ALLAN: Una lozione per dopo-barba. Marca Canoa.
BOGART: E quell’altra roba?
ALLAN: Deodorante a spruzzo Mennen, e acqua di lavanda Lavoris e, poi, talco per bambini Johnson and Johnson.
BOGART: Perbacco, puzzerai come un bordello francese!
ALLAN: Ne ho bisogno.
BOGART: E perchè? Ti vergogni di sudare?
ALLAN: Voglio dare una buona impressione.
BOGART: Senti, nino, mi sa tanto che tu hai capito male. A un certo punto nella vita hai preso la svolta sbagliata. Spetta a lei profumarsi per te. Eppoi non dirle che sei astemio. Sennò quella ti prende per un boy-scout. Eppoi, non innervosirti. Può andarti storta solo in due casi: se risulta ch’è vergine, o una donna-polizziotto.

(Esce.)

ALLAN: Con la fortuna che mi corre dietro, risulterà una polizziotta vergine. Ha ragione lui. A un sacco di donne le eccita, quel nonsochè di puzza mascolina. Non avrei dovuto darmi tanto deodorante, sotto le ascelle. Devo creare un certo buon effetto — subliminale — senza troppo forzare però. Ohé, sarà meglio mandare a memoria qualche termine tecnico ad hoc, dato che lei lavora da un fotografo. (Va a prendere una rivista, nella scansia, la sfoglia, tornando verso il proscenio, e legge a voce alta:)” ‘Non solo c’è una grossa differenza fra la mia Nikon e le altre mie macchine fotografiche’, dice l’asso dei fotografi Greg Barnett, ‘ma la mia Nikon è anche tanto robusta che resiste agli strapazzi e ai maltrattamenti che le infliggo, quando il lavoro in esterni si fa duro.” (Lascia cadere la rivista sul tavolino da tè.)
Voglio proprio affascinarla ‘sta ragazza. Che bello, se filassimo subito, Sharon e io, così, a colpo di fulmine. Ebbene perchè no? Le donne — dice — sono molto, molto semplici. Mai incontrata una donna che non reagisse adeguatamente a una sleppa sui denti o a una palla di calibro 45. Fatti sotto, Sharon.

(Compare la SHARON DI SOGNO, leggermente scarmigliata. In sottofondo, al pianoforte, si ode As Time Goes By.)
SHARON DI SOGNO: Oh, Allan, sei fantastico… Fino a ieri i dottori dicevano che ero frigida. Ti ringrazio, per averli smentiti.
ALLAN: Se hai amiche con lo stesso problema, portale qui.
SHARON DI SOGNO: Di te, Dick e Linda ne parlano come di un genio, di un uomo brillante. Mica me l’avevano detto, che sei anche un animale.
ALLAN: Mi dispiace, se ho dovuto prenderti a sganassoni, tesoro. Ma eri andata sull’isterico, quando ho detto “adesso basta”.
SHARON DI SOGNO: Oh, Allan… Allan.

(Le luci cambiano, la musica dissolve e, al contempo, suonano alla porta. SHARON DI SOGNO scompare.)
ALLAN: Chi è?…

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Scritto da Post per Amore

March 19th, 2010 at 7:35 pm

Pubblicato in Amore e Teatro

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Una risposta to 'Provaci ancora, Sam'

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  1. Si concordo è uno dei più belli di Allen “Provaci ancora, Sam” come anche “Io e Annie”.

    gatto13

    21 Mar 10 alle 15:19

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