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L’amore è nei diversi

con un commento

alda_merini

Cinque mesi fa scompariva la “poetessa dei Navigli” Alda Merini. È stato scritto molto su di lei, anche sul Nobel mancato. Le figlie le hanno dedicato un bellissimo sito, www.aldamerini.it su facebook c’è una pagina altrettanto bella e ricca di citazioni, testimonianze di affetto.
Nel nostro piccolo vogliamo ricordarla anche noi ed in particolare con alcuni estratti dal suo “L’altra verità – Diario di una diversa” scritto nel 1986 per Scheiwiller e riedito con Rizzoli nel 1997.
Perchè ricordare una poetessa con un testo di narrativa? Per la sua forza comunicativa e perchè è un inno alla vita, alla forza e all’amore. Un racconto di uno spazio infernale, quale poteva essere un manicomio negli anni ’60. “La follia come spazio d’amore e di ricerca” scriveva Giorgio Manganelli.

Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, sempre in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte…

Alda Merini entra in manicomio nel 1965 presso il Paolo Pini di Milano, internamento che prosegue fino al 1972. Durante i rari momenti di dimissione, nascono altre due figlie, Barbara e Simona.
Venne dimenticata in quello spazio infernale. Improvvisamente, come nelle favole, tutti i parenti scomparevero.

Durante il suo internamento vi è il silenzio poetico, anche a causa della malattia. Alda merini si chiude per quasi un ventennio, ma riprendera nel 1979 con l’avvio dei suoi componimenti più intensi.

Così, per cinque lunghi anni mi adattai a quel mènage veramente pazzesco.
Ci svegliavano di buon’ora alle cinque del mattino e ci allineavano su delle pancacce in uno stanzone orrendo che preludeva alla stanza degli elettroshock: così ben presente potevamo avere la punizione che ci sarebbe toccata non appena avessimo sgarrato.
Per tutto il giorno non ci facevano fare nulla, non ci davano nè sigarette nè cibo al di fuori del pranzo e della cena; e vietato era anche il parlare.
D’altra parte, trattandosi tutte di forme schizofreniche e paranoidee, ben poco ci sarebbe stato da dire con le altre malate. Ma io inspiegabilmente rimanevo lucida e attenta; io avevo voglia di qualche cosa di buono, di ancora sensibilmente umano, avevo voglia di innamorarmi: ma di chi? (…)

In manicomio incontra Pierre

L’indomani ripresi a camminare nel parco. Ero felice, pensavo in tutta sicurezza che quel giorno avrei trovato l’amore. Ma l’amore che io immaginavo apparteneva a qualcosa di inconsistente, qualche cosa che forse stava solo nella mia immaginazione. Invece ad un tratto un uomo piccolo dai tratti delicatissimi dalla pelle diafana mi si avvicinò e sorridendomi mi allungò la mano.
“Chi sei?”, gli chiesi.
“Sono Piero” rispose, “semplicemente Piero e sono malato come te.” Gli sorrisi, capii subito che Pierre non domandava nulla, non avrebbe voluto nulla.
“Vuoi che facciamo una corsa?”.
“Oh sì! mi sento ancora ragazzo; sai, qui non abbiamo problemi, possiamo mangiare bere e dormire, siamo soli con noi stessi…”
“Allora” dissi io, “perchè mi cerchi?”
“Così perchè mi sei simpatica.”(…)

A margine del Diario ricorderà la stessa Merini: il manicomio che ho vissuto fuori e che sto vivendo non è paragonabile a quell’altro supplizio che però lasciava la speranza della parola. Il vero inferno è fuori, qui a contatto degli altri, che ti giudicano, ti criticano e non ti amano.

In manicomio ero sola; per lungo tempo non parlai, convinta della mia innocenza. Ma poi scoprii che i pazzi avevano un nome, un cuore, un senso dell’amore e imparai ad amare i miei simili. E tutti dividevamo il nostro pane l’una con l’altra, con affettuosa condiscendenza, e il nostro divenne un desco famigliare. E qualcuna, la sera, arrivava a rimboccarmi le coperte e mi baciava sui corti capelli. E poi, fuori, questo bacio non l’ho preso più da nessuno, perchè ero guarita. Ma con il marchio manicomiale

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Scritto da Post per Amore

April 8th, 2010 alle 2:59 pm

L’amore innocente è il vero amore?

con 3 commenti

Celebre sia per l’acceso lirismo del linguaggio, che per l’abile tessitura dell’intreccio, “Romeo e Giulietta” è uno dei drammi di Shakespeare più popolari e più di frequente rappresentati. Il romantico e tragico conflitto tra l’amore luminoso dei giovani protagonisti e i ciechi impedimenti del caso e dell’egoismo ha ispirato opere musicali, balletti e versioni cinematografiche… L’immortale dramma shakespeariano è ancora oggi attuale nonostante siano passati quattro secoli. Anche l’innocenza di una età come quella dei due giovani protagonisti rimane sempre un tema fondamentale. Ma una volta che si perde quella innocenza iniziale non si raggiungerà più il vero amore? L’amore più bello deve sempre poter arrivare…

 

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Scritto da Post per Amore

January 10th, 2010 alle 5:07 pm

MpConsulenze: il modo giusto di fare amicizia e conoscere persone interessanti.

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