Post per Amore

Archivio del tag ‘milano’

La bellezza dell’Amore “Sempre”

senza commenti

amore saffico

Una giornata qualunque, la solita corsetta al parco, il primo caldo e quel profumo d’erba bagnata che mette le “ali” anche se ho bevuto solo acqua di fontana. Al terzo giro, goccioline di sudore segnano il percorso della mia schiena, scivolando morbide fino agli slip, ma la mia attenzione è catturata da un’ aurea di dolcezza che invade una panchina… il sospetto c’è ma non ne sono certa.

Quarto giro, ormai grondo come il super liquidator dei bastardini che invadono il mio percorso, li scanzo e li perdono, perchè comprendo la gioia d’esser finalmente al parco, fuori dalle grinfie di insegnanti ormai cotte a puntino. Intanto ascolto mix musicali e quasi vomito a causa del sigaro espirato da un nonnetto dalle spalle aguzze e inspirato dalla sottoscritta in piena salita.

La panchina è la stessa, il sospetto certezza… lei è magra, capelli cortissimi, canotta bianca, incrocia ginocchia così secche che ho paura si spezzino una volta giù dalla panca. LEI.. l’altra, ha boccoli disordinati che incorniciano un viso eccessivamente truccato considerando età, ora e caldo, ma è talmente bella che sembra un putto di cera. Abbraccia la sua amata e l’accarezza con una dolcezza che spezza le mie di ginocchia… e di giri devo ancora farne tre. Avvicina le sue labbra alle guance paffute d’amore e di collagene, quel collagene che a 17anni rende ogni viso più tondo, a 40 serve il chirurgo.

Il caldo è lo stesso anche per loro, il profumo dell’erba anche, il loro amore diverso…? “forse” ma così discreto, così pulito, così struggente, così BELLO che commuove.

Settimo giro, ultimo, quasi inciampo mentre volgo uno sguardo a quella panca, felice e per niente “Confusa” mi avvio e sorrido, l’amore è amore e basta !

Share

Scritto da Post per Amore

June 11th, 2012 alle 12:31 pm

L’amore è nei diversi

con un commento

alda_merini

Cinque mesi fa scompariva la “poetessa dei Navigli” Alda Merini. È stato scritto molto su di lei, anche sul Nobel mancato. Le figlie le hanno dedicato un bellissimo sito, www.aldamerini.it su facebook c’è una pagina altrettanto bella e ricca di citazioni, testimonianze di affetto.
Nel nostro piccolo vogliamo ricordarla anche noi ed in particolare con alcuni estratti dal suo “L’altra verità – Diario di una diversa” scritto nel 1986 per Scheiwiller e riedito con Rizzoli nel 1997.
Perchè ricordare una poetessa con un testo di narrativa? Per la sua forza comunicativa e perchè è un inno alla vita, alla forza e all’amore. Un racconto di uno spazio infernale, quale poteva essere un manicomio negli anni ’60. “La follia come spazio d’amore e di ricerca” scriveva Giorgio Manganelli.

Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, sempre in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte…

Alda Merini entra in manicomio nel 1965 presso il Paolo Pini di Milano, internamento che prosegue fino al 1972. Durante i rari momenti di dimissione, nascono altre due figlie, Barbara e Simona.
Venne dimenticata in quello spazio infernale. Improvvisamente, come nelle favole, tutti i parenti scomparevero.

Durante il suo internamento vi è il silenzio poetico, anche a causa della malattia. Alda merini si chiude per quasi un ventennio, ma riprendera nel 1979 con l’avvio dei suoi componimenti più intensi.

Così, per cinque lunghi anni mi adattai a quel mènage veramente pazzesco.
Ci svegliavano di buon’ora alle cinque del mattino e ci allineavano su delle pancacce in uno stanzone orrendo che preludeva alla stanza degli elettroshock: così ben presente potevamo avere la punizione che ci sarebbe toccata non appena avessimo sgarrato.
Per tutto il giorno non ci facevano fare nulla, non ci davano nè sigarette nè cibo al di fuori del pranzo e della cena; e vietato era anche il parlare.
D’altra parte, trattandosi tutte di forme schizofreniche e paranoidee, ben poco ci sarebbe stato da dire con le altre malate. Ma io inspiegabilmente rimanevo lucida e attenta; io avevo voglia di qualche cosa di buono, di ancora sensibilmente umano, avevo voglia di innamorarmi: ma di chi? (…)

In manicomio incontra Pierre

L’indomani ripresi a camminare nel parco. Ero felice, pensavo in tutta sicurezza che quel giorno avrei trovato l’amore. Ma l’amore che io immaginavo apparteneva a qualcosa di inconsistente, qualche cosa che forse stava solo nella mia immaginazione. Invece ad un tratto un uomo piccolo dai tratti delicatissimi dalla pelle diafana mi si avvicinò e sorridendomi mi allungò la mano.
“Chi sei?”, gli chiesi.
“Sono Piero” rispose, “semplicemente Piero e sono malato come te.” Gli sorrisi, capii subito che Pierre non domandava nulla, non avrebbe voluto nulla.
“Vuoi che facciamo una corsa?”.
“Oh sì! mi sento ancora ragazzo; sai, qui non abbiamo problemi, possiamo mangiare bere e dormire, siamo soli con noi stessi…”
“Allora” dissi io, “perchè mi cerchi?”
“Così perchè mi sei simpatica.”(…)

A margine del Diario ricorderà la stessa Merini: il manicomio che ho vissuto fuori e che sto vivendo non è paragonabile a quell’altro supplizio che però lasciava la speranza della parola. Il vero inferno è fuori, qui a contatto degli altri, che ti giudicano, ti criticano e non ti amano.

In manicomio ero sola; per lungo tempo non parlai, convinta della mia innocenza. Ma poi scoprii che i pazzi avevano un nome, un cuore, un senso dell’amore e imparai ad amare i miei simili. E tutti dividevamo il nostro pane l’una con l’altra, con affettuosa condiscendenza, e il nostro divenne un desco famigliare. E qualcuna, la sera, arrivava a rimboccarmi le coperte e mi baciava sui corti capelli. E poi, fuori, questo bacio non l’ho preso più da nessuno, perchè ero guarita. Ma con il marchio manicomiale

Share

Scritto da Post per Amore

April 8th, 2010 alle 2:59 pm

Milano città dei single

con 3 commenti

Una recente indagine condotta dall’ISTAT e pubblicata sul Corriere della Sera ci mostra Milano come “La città dei single”.
Sono il 50,6% quasi come nelle città americane (New York nel 2007 contava un 51% di donne single).
In Italia la media è al 28,4%. La tendenza alla crescita delle famiglie single è in atto nel nostro Paese da un trentennio.
Le cause:

  • Molti giovani si trasferiscono dal Sud – i più imprenditori e preparati;
  • Molti anziani vedovi soprattutto donne;
  • La costante crescita di separati e divorziati;

Ma da quanto emerge dall’anagrafe milanese ci sarebbe un quarto “fattore single” legato all’immigrazione soprattutto da quando la Romania è entrata nella Unione europea. Oggi infatti ci sono molti ex clandestini registrati in Comune.
Risulta poi che solo il 15% siano contenti della loro condizione di single. La maggioranza la subisce.
Al di là dell’indagine qual’è la realtà…?

milanoSingle

Share

Scritto da Post per Amore

January 14th, 2010 alle 4:51 pm

MpConsulenze: il modo giusto di fare amicizia e conoscere persone interessanti.

Annunci e incontri per Lui - Appuntamenti per Lei - Annunci per Single - Annunci di Donne a Milano - Incontrare Ragazze a Milano